UWC MAASTRICHT (1)

Finalmente il mio primo post! Nuovo anno scolastico, nuove avventure e un nuovo blog per condividerle con voi!campus1

Tornare in Olanda dopo quasi due mesi è stato strano all’inizio, ma non mi ci è voluto molto per riabituarmi alla mia “vita olandese”: treni in orario, dolci buonissimi e biciclette dappertutto! (Io non vedo l’ora di montare di nuovo in sella alla mia!)

Mi sembra che la testa stia per esplodermi, piena com'è con tutte le novità e i cambiamenti che lentamente comincio a realizzare. Prima di tutto, sono una second year! Ciò significa che mi accingo a cominciare il mio secondo e ultimo anno di IB. Significa anche che un anno più che mai intenso mi aspetta e che il prossimo maggio avrò i miei esami finali e mi diplomerò. Ancora non riesco a crederci!!


Ma insieme ai grandi cambiamenti ci sono anche quelli più piccoli. Cominciare il secondo anno di IB vuol dire anche una nuova stanza e, soprattutto, nuovi compagni di stanza. Tre, per la precisione. A UWC Maastricht ogni stanza è per 4 persone ed è connessa, attraverso il bagno, ad un'altra stanza. Ciò significa che ogni bagno è condiviso da 8 persone. Può sembrare tanto, ma in realtà le stanze sono molto spaziose perciò non si patisce l'effetto "sardine".

Per tutto l'estate mi sono chiesta chi sarebbero state le mie compagne di stanza, ma la scuola l’ha comunicato soltanto il primo giorno di scuola. Dopo che i tanto attesi nomi sono stati rivelati, alcuni erano estatici, altri delusi. Io sono piuttosto contenta delle compagne di stanza che mi sono state assegnate, nonostante nessuna sia una delle tre persone che avevo scelto alla fine dell'anno scorso, quando la scuola ci ha dato l'opportunità di indicare tre persone che avremmo voluto come compagni di stanza per l'anno successivo. Le mie compagne vengono dalla Repubblica Ceca, dal Tibet e dall'Olanda/Marocco.

Quest'anno la mia stanza è nello stesso edificio e sullo stesso piano dell'anno scorso. A dir la verità, è la stanza con cui condividevo il bagno l'anno scorso, quindi se adesso attraverso il bagno della mia nuova stanza, mi ritrovo nella mia vecchia stanza. Non un grande cambiamento quindi, ma sono contenta di essere rimasta sullo stesso piano così da avere gli stessi houseparents dell'anno scorso. Gli house parents sono il primo punto di riferimento per gli studenti che vivono su un piano, perciò se la porta della tua camera è rotta, se ti senti male o per qualsiasi altra necessità, puoi andare dai tuoi houseparents. Ogni piano ha degli houseparents diversi. Alcuni sono single, altri sono coppie, altri ancora famiglie con bambini: i miei sono una coppia con due bambine.


Dopo aver finalmente scoperto quale sarebbe stata la mia nuova stanza e chi le mie compagne di stanza, ecco che arriva la parte meno allettante: disfare i bagagli. Quando dico disfare i bagagli, però, non intendo solo svuotare la valigia e mettere a posto i 10 chili di libri che mi sono portata a casa per seguire un "intenso programma di studio estivo". Bisogna anche sistemare tutte le cose che, con grande fatica, sono riuscita a far entrare in 7 scatole alla fine dell'anno scorso (anche se in realtà il massimo era 4 scatole a persona) e che ho lasciato a scuola per l'estate.
  Questo include tutti i miei vestiti invernali, i pochi libri che non ho portato con me, la biancheria da letto, gli animali di peluche che allineo sul mio letto, la scatola piena di cancelleria che non userò mai, utensili per cucinare, tutte le foto e cartoline che appenderò di nuovo nella mia bacheca di sughero, cose che ho dimenticato di possedere, cose che non ho mai saputo di possedere e cose che non ricordo più di aver comprato.


Ci vorranno giorni per finire di sistemare tutto, ma per adesso non ho tempo per cominciare a riordinare.
Per adesso voglio andare a vedere i miei amici, abbracciarli di nuovo dopo quasi due mesi e scoprire chi è abbronzato e chi si è tagliato i capelli corti. Cominciamo a raccontarci cosa abbiamo fatto durante l'estate, i posti che abbiamo visitato, le persone che abbiamo incontrato, i compiti che volevamo finire ma che non abbiamo neanche cominciato. Parliamo e parliamo, e sembra che non di non esserci mai lasciati. Così si conclude il mio primo giorno del mio secondo anno a UWC Maastricht e già non vedo l'ora che arrivi domani.

 

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