Arrivo a Singapore

14/08/2015

Buongiorno, buon pomeriggio o buonasera a tutti i nostri lettori dal mondo! Circa una settimana fa il mio aereo da Palermo, con scalo a Roma e Dubai, dopo circa 21 ore, é atterrato nell’isola di Singapore. Un volo piuttosto lungo, ma rilassante ed emozionante (prima volta in Asia e prima volta a volare da solo su una tratta così lunga, circa 16000 chilometri!). L’aeroporto di Singapore, nonostante la grandezza e la confusione, ha un’organizzazione impeccabile e arrivare al banco dei visti è stato molto semplice. Superato quello ho trovato ad attendermi all’entrata una simpatica donna dello Sri Lanka, Yanin, la boarding community administrator di UWCSEA East campus, che con un taxi mi ha portato a Tampines, un agglomerato di alti palazzi con uno stile che ricorda un po’ quei film di kung fu o karate, perfettamente mescolato con la nota di modernità futuristica che caratterizza Singapore.

Entrati si avverte subito un’atmosfera di famiglia, tutti sono gentili e hanno un vero interesse per te e senti che i compagni, che siano del secondo o che siano del primo anno, hanno qualcosa di speciale. Ed infatti qualcosa di speciale ce l'hanno: le loro storie, il loro passato, le loro avventure e le loro esperienze che, proprio come me, li hanno portati a Singapore.12042183_1158562350840215_322648414_n.jpg

UWCSEA, insieme a UWC Maastricht e UWC Waterford Kamhlaba ha qualcosa in più: permette a studenti non vincitori di borsa di studio di entrare nella comunità pagando, infatti questi tre collegi hanno un numero molto più elevato di studenti rispetto agli altri. Parte dell’esperienza UWC è avere dei compagni di stanza, per capire davvero cosa voglia dire condividere. Nel particolare, UWC Singapore è uno dei pochi collegi, se non l’unico, a permettere agli studenti di avere un solo compagno di stanza al primo anno  (gli altri collegi normalmente hanno stanze con tre, quattro o cinque letti) e ad avere una stanza singola al secondo. Su quest'ultimo punto molti sono d’accordo, poiché il secondo anno necessita di duro lavoro e molto studio e una camera singola facilita la concentrazione. Altri, invece,  dicono che la condivisione è fondamentale per l’esperienza UWC e che non bisognerebbe avere camere singole. Personalmente mi schiero con il primo gruppo, anche perché al secondo anno si è già condiviso molto e lo studio ha una grande importanza negli UWCs ). Il mio compagno di stanza è Max, dall’Australia, adora giocare a rugby e dormire, credo che andremo d’accordo. In pillole questa è stata la mia prima giornata della mia nuova vita, spero di aggiornarvi il prima possibile! 再见 (arrivederci, come dicono qua).

Ultima modifica il Venerdì, 23 Ottobre 2015 05:40

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